Kilian jornet e le alpi: l'impresa che ridefinisce l'alpinismo moderno

Alla fine dell'estate 2024, Kilian Jornet ha firmato una nuova impresa che resterà incisa nella storia dell'alpinismo: percorrere le 82 vette di oltre 4000 metri delle Alpi in soli 19 giorni.

Alla fine dell'estate 2024, Kilian Jornet ha firmato una nuova impresa che resterà incisa nella storia dell'alpinismo: percorrere le 82 vette di oltre 4000 metri delle Alpi in soli 19 giorni. Questa traversata eccezionale, che combina resistenza estrema e maestria tecnica, ci invita a ripensare il nostro approccio alla montagna e alle sfide sportive. Al di là delle cifre impressionanti, è una vera filosofia dell'impegno in quota che il catalano condivide con noi attraverso questa avventura fuori dal comune.

COSA RENDE L'IMPRESA DI KILIAN JORNET NELLE ALPI COSÌ ECCEZIONALE?

L'ampiezza della sfida realizzata da Kilian Jornet supera l'immaginazione. Immaginate di percorrere 1200 chilometri con un dislivello positivo cumulato di 75.000 metri, ovvero l'equivalente di scalare l'Everest otto volte dal livello del mare. Questa performance titanica si iscrive in un nuovo approccio all'alpinismo, che alcuni chiamano ormai "ultra-alpinismo".

Ciò che distingue questa traversata dalle altre imprese in montagna è la combinazione unica di diversi fattori:

  • Un'autonomia quasi totale durante l'intero percorso;
  • Condizioni meteo a volte difficili che hanno messo a dura prova la sua resistenza mentale;
  • Un approccio minimalista che privilegia la leggerezza e la rapidità;
  • Il concatenamento di vette mitiche come il Monte Bianco, le Grandes Jorasses o la Barre des Écrins.

Questa avventura ci ricorda che spingere i limiti non è solo una questione di performance fisica. È soprattutto una ricerca interiore per comprendere meglio le nostre motivazioni profonde e dissipare le nostre paure di fronte all'immensità della montagna.

COME HA PREPARATO E VISSUTO KILIAN JORNET QUESTA TRAVERSATA DELLE ALPI?

La preparazione di una tale sfida richiede ben più di un allenamento fisico intensivo. Kilian Jornet ha sviluppato nel corso degli anni un approccio olistico alla montagna, combinando esperienza tecnica, conoscenza intima del terreno alpino e capacità di recupero eccezionale. Con un VO2max che oscilla tra 88 e 92 ml/min/kg, le sue qualità cardio-respiratorie gli permettono di evolvere in quota con una facilità sconcertante.

Durante questi 19 giorni intensi, l'atleta catalano ha alternato momenti di solitudine in quota e incontri con compagni di cordata come gli alpinisti italiani Franco Nicolini e Diego Giovannini (precedenti detentori del record), o Benjamin Védrines. Questi scambi puntuali hanno arricchito l'esperienza, trasformando una sfida personale in avventura collettiva.

Le condizioni incontrate sono variate dal sublime al temibile: da albe color porpora a notti spettrali di luna piena, passando per tempeste improvvise sulle creste. Come evoca Kilian: "Quando ci ripenso, ho i brividi". Questa frase riassume perfettamente l'intensità emotiva dell'avventura.

QUALE ATTREZZATURA PER AFFRONTARE LE VETTE ALPINE IN QUESTE CONDIZIONI ESTREME?

L'ultra-alpinismo impone scelte di attrezzatura drastiche dove ogni grammo conta, dal casco d'alpinismo ultraleggero alla scelta dei ramponi. La protezione visiva diventa cruciale quando si evolve per ore in alta quota, di fronte a raggi UV intensi e al riverbero su neve e ghiaccio. Le lenti fotocromatiche si adattano istantaneamente alle variazioni luminose, dai passaggi in ombra ai ghiacciai abbaglianti.

Per gli appassionati che desiderano ispirarsi a questo approccio minimalista garantendo la propria sicurezza, ecco gli elementi essenziali da considerare:

  • Occhiali d'alta montagna con protezione laterale contro le radiazioni;
  • Un sistema di ventilazione efficace per evitare l'appannamento durante gli sforzi intensi;
  • Materiali resistenti agli urti e alle temperature estreme;
  • Un adattamento rapido ai cambiamenti luminosi tra ombra e pieno sole.

Questa traversata ci insegna che l'attrezzatura deve diventare un'estensione naturale del corpo, permettendo di concentrarsi pienamente sull'essenziale: la progressione in montagna e la connessione con l'ambiente alpino.

QUALI LEZIONI TRARRE DA QUESTA AVVENTURA ALPINA FUORI DAL COMUNE?

L'impresa di Kilian Jornet trascende la semplice performance sportiva per diventare una fonte di ispirazione universale. La sua ricerca ci invita a ripensare il nostro rapporto con la montagna e le sfide che ci fissiamo. Piuttosto che cercare unicamente record di velocità, questa avventura mette in luce l'importanza dell'esperienza vissuta, della connessione profonda con l'ambiente alpino.

Questa traversata delle 82 vette ci ricorda che le più grandi avventure nascono spesso da una visione audace combinata con una preparazione meticolosa. Che siate alpinisti esperti o semplici amanti della montagna, la storia di Kilian nelle Alpi ci incoraggia a esplorare i nostri propri limiti, al nostro ritmo e secondo le nostre capacità.

Alla fine, questo periplo eccezionale attraverso le Alpi ci insegna che la montagna resta un terreno di gioco infinito per chi osa sognare in grande. Tra tecnica, resistenza e passione, Kilian Jornet ci mostra che l'impossibile è spesso solo un invito a spingere le frontiere del possibile. Una lezione che risuona ben oltre le vette alpine e che ci invita tutti a vivere le nostre proprie avventure con la stessa intensità e lo stesso impegno.

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