Kilian jornet e l'everest: l'impresa che ha sconvolto l'alpinismo moderno
Nel maggio 2017, il mondo dell'alpinismo è rimasto col fiato sospeso. Kilian Jornet, atleta spagnolo celebre per le sue prestazioni nel trail running e nello scialpinismo, aveva appena realizzato l'impensabile: scalare l'Everest in sole 26 ore partendo dal monasterio di Rongbuk, senza ossigeno né assistenza.

Nel maggio 2017, il mondo dell'alpinismo è rimasto col fiato sospeso. Kilian Jornet, atleta spagnolo celebre per le sue prestazioni nel trail running e nello scialpinismo, aveva appena realizzato l'impensabile: scalare l'Everest in sole 26 ore partendo dal monasterio di Rongbuk, senza ossigeno né assistenza. Un'impresa che ha ridefinito i limiti del possibile sul tetto del mondo.
CHI È KILIAN JORNET, L'UOMO CHE SFIDA LE VETTE?
Nato nel 1987 a Sabadell, Kilian Jornet è cresciuto nei Pirenei catalani. Questa vicinanza con la natura ha forgiato presto la sua passione per gli sport d'alta quota. Prima di affrontare l'Everest, Jornet si era già illustrato con numerosi record. Vincitore di diverse edizioni dell'UTMB e campione del mondo di skyrunning, aveva stabilito tempi record sul Monte Bianco e sul Cervino nel quadro del suo progetto "Summits of My Life".
LA DOPPIA ASCENSIONE RECORD ALL'EVEREST
Il 21 maggio 2017, Kilian Jornet inizia la sua prima ascesa dal campo base avanzato a 6.500 metri. Senza ossigeno artificiale né corde fisse, raggiunge la vetta a 8.848 metri dopo 26 ore di sforzo intenso dal monastero di Rongbuk (5.100 m).
Ma l'impresa non si ferma qui. Dopo essere ridisceso, Jornet decide di ripartire pochi giorni dopo, il 27 maggio. Questa volta, realizza l'ascesa in sole 17 ore dal campo base avanzato. In totale, ha impiegato 38 ore per l'andata e ritorno completo dal monastero.
Queste prestazioni sfidano ogni logica se si pensa che la maggior parte degli alpinisti trascorre due mesi sull'Everest per acclimatarsi. Il suo approccio minimalista, con un equipaggiamento ridotto all'essenziale, inclusi i suoi fidati occhiali da montagna, ha segnato una svolta nell'alpinismo moderno.
QUALE IMPATTO HA AVUTO QUESTA IMPRESA?
La doppia ascensione di Kilian Jornet ha dimostrato che un approccio diverso all'alta quota è possibile, basato sulla leggerezza e l'autonomia. Gli sherpa del campo base lo hanno soprannominato "l'uomo scimmia" per la sua capacità di arrampicare con una facilità sconcertante.
Tuttavia, Kilian ha sempre ricordato che la sicurezza resta la priorità. Il suo equipaggiamento comprendeva elementi cruciali come occhiali da sole specifici per le condizioni estreme dell'Everest. Questa attenzione ai dettagli ci ricorda che in montagna la performance non deve mai andare a scapito della sicurezza.


